Il Museo delle Mura: Porta San Sebastiano

Da Porta Pia a Porta San Sebastiano...




Il Museo, istruito ufficialmente nel 1989, è ospitato all’interno della Porta S. Sebastiano delle Mura Aureliane. Curiosamente, però questa parte delle mura, lungo i secolo, ha cambiato diverse volte utilità: da un uso meramente difensivo, a abitazione privata durante il ventennio fascista. Ecco perché all’interno furono ricostruiti nuovi solai poiché le volte in muratura erano crollate, creati nuovi ambienti con muri divisori, installate scale in legno e muratura, ed anche rifatte le pavimentazioni in travertino e mattoni, con l’inserzione di due mosaici al primo piano 
che imitano la iconografia classica. Attualmente e fino al 25 maggio è possibile visitare all'interno la mostra d'arte ceramica "TerraeMota" di Riccardo Manochesi...


l vero nome di questa monumentale porta,- la quale non abbiamo fotografato- una delle più grandi e meglio conservate delle Mura Aureliane, era Appia dal nome dell’importante arteria stradale su cui si apriva. Nel medioevo il nome venne corrotto in Daccia e Dazza, infine prevalse quello di porta S. Sebastiano, in ricordo del martire cristiano sepolto nella basilica 
sulla via Appia poco fuori delle mura



Se qualcuno fosse interessato, già solo il percorso dal Circo Massimo a Porta San Sebastiano ben si merita una visita dato che fa capire in appena un kilometro quanto sia ricca di storia, e quanto sia cambiata la Città Eterna: 

è un fornice dell'acquedotto antoniniano, situato proprio all'inizio dell'Appia antica, di fronte alla Porta San sebastiano. In quanto parte dell'acquedotto acqua Antoniniana, l'arco di Druso non è propriamente un arco di trionfo, sebbene per secoli sia stato creduto tale, ed erroneamente identificato con un arco che secondo alcune fonti sarebbe stato eretto sull'Appia antica in onore di Druso maggiore nel 9 a.C. In realtà quel che è conosciuto come arco di Druso è di molto posteriore, risalente al III secolo, al tempo cioè in cui fu costruito l'acquedotto.

Costruito nei primi decenni del III secolo a.C., si tratta di un sepolcro monumentale che contiene le spoglie dell’illustre famiglia Cornealia, si deve al capostipite della famiglia degli Scipioni, Lucio Cornelio Scipione Barbato, console del 298 a.C., il cui sarcofago, elegantemente decorato e iscritto, si trovava di fronte all’ingresso, sul fondo del monumento… 

edificata sui resti di un ipogeo romano e di un “Tempio della Tempesta”,  ha il particolare potere di esaudire i desideri, ma al contrario. Occorre porsi di fronte all’edificio e desiderare l’inverso di quello che si vuole. Questa legenda da il nome alla villa, infatti le mitiche creature del mare ingannava i marinai mostrando approdi dove non c’erano che scogli.

 situata presso l’antico bivio della via Appia con la via Latina, deve la sua configurazione attuale al secolo XV, con utilizzo di preesistenze medievali a loro volta inglobanti strutture d’età romana. Recenti scavi hanno rivelato al di sotto del piano seminterrato la presenza di strutture sepolcrali del I sec. a. C. e di un edificio che registra almeno tre fasi costruttive, a partire dalla prima età imperiale fino alla prima metà del II secolo d. C., periodo quest’ultimo cui risalgono resti di mosaico pavimentale con tessere bianche e nere ed un muro in opus mixtumdistinguibile al pianterreno della Casina, inglobato nella muratura del lato sud-ovest.

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