72 ore al Salone Internazionale del libro di Torino



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La XXVII edizione del Salone del libro di Torino
terminava ieri con un nuovo record di partecipanti. La più grande libreria d’Italia - come viene denominato- ha fatto del Bene il motivo conduttore. Di fronte a una crisi globale che è anzitutto morale e culturale, diventa urgente la necessità di ridefinire le regole del gioco, di provare a disegnare un catalogo di valori, esperienze, sensibilità di segno positivo, da cui provare a ripartire. Non discorsi astratti, ma un’agenda di cose da fare. E da fare bene, al meglio possibile.


Cos'è? 
Il Salone è uno scaffale nel quale il grande pubblico può fare scoperte sorprendenti, incontrare i titoli più belli e curiosi, i volumi introvabili e le ultime novità. Una vetrina dove gli editori piccoli e medi hanno la stessa visibilità dei big player e dove anche l’editoria locale può farsi conoscere oltre i confini del proprio territorio.
L’appuntamento con il Salone Internazionale del Libro di Torino si rinnova ogni anno a maggio al Lingotto Fiere: il complesso ricavato nell’area del celebre stabilimento Fiat. Quasi cinquantamila metri quadri di superficie, 27 sale convegni, 330.000 visitatori, 1.200 editori, più di 1.200 incontri e dibattiti, 2.000 ospiti, 3.000 giornalisti e operatori media accreditati nei cinque giorni d'apertura. Questi i numeri che fanno del Salone la massima manifestazione in Italia dedicata all'editoria, alla lettura e alla cultura e fra le prime d’Europa.
L’idea di dedicare Salone del Libro nasce nel 1986 da due torinesi: il libraio Angelo Pezzana e l’imprenditore Guido Accornero. Il primo Salone  si inaugurerà due anni dopo.
Il Salone è anche il principale spazio di riferimento per gli operatori professionali del libro in Italia: editori, librai, bibliotecari, insegnanti, agenti, traduttori. L'International Book Forum è lo spazio dedicato allo scambio dei diritti di edizione, traduzione e trasposizione audiovisiva delle opere letterarie e totalizza oltre 7.000 incontri business in cinque giorni. Dal 2007 l'Incubatore ospita e sostiene gli editori sul mercato da meno di due anni. 
Il ruolo del Salone è ulteriormente consacrato dall'Unesco, che nel 2004 proclama Torino Capitale Mondiale del Libro per il 2006-2007, assegnandole il testimone già affidato a Madrid, Alessandria d'Egitto, New Delhi, Anversa e Montréal. 
Non mancano le nuove frontiere del rapporto fra libro e digitale sono indagate dalle proposte e dagli incontri dell’area Book to the future, mentre lo spazio Tentazione e meditazione – promosso dalla Camera di commercio di Torino – ospita l’incontro fra il libro e l’arte dei maestri cioccolatieri torinesi e piemontesi.
Tra le sfide che lo attendono c’è quella di valorizzare sempre più il patrimonio di bibliodiversità offerto dai piccoli editori, l’avvicinare sempre più il pubblico dei lettori deboli e dei non-lettori, l’impatto delle nuove tecnologie e dei nuovi media sulla conservazione e trasmissione delle nozioni. Non necessariamente «nemici» della lettura, ma preziosi alleati nell’integrazione fra le culture e nell’educazione civile delle generazioni di domani.

 






Incontri:

Tiziano Terzani, dieci anni dopo

Abecedario: I libri da non perdere  con Asor Rosa e Paolo Mauri

Con Francesco Piccolo

Fabio Volo

Piccolo legge Cortázar 

Con Cassini di Minimum Fax

Zerocalcare

Corrado Augias

Homo Faber. Minimum Fax intervengono De Gennaro e Piccolo








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