L'Auditorium, un progetto di Renzo Piano


la realtà culturale più importante di Europa e la seconda del mondo solo dopo 
l'Opera House di Sydney. 

Progettato dall'architetto  Renzo Piano e un nutrito gruppo di esperti in acustica e design fu inaugurato il 21 aprile del 2002 con l'apertura della Sala Sinopoli, la seconda in numero di posti e quella pensata per gli eventi di attualità. Per la sua composizione somiglia a una piazza. La platea è totalmente flessibile permettendo di mettere il palco al centro. 

L'eccellenza acustica è garantita nella più piccola delle sale dedicata al Maestro Goffredo Petrassi. Con meno di 700 posti è una sala moderna e polivalente pensata per la parola, non ha caso è lo scenario di quasi tutti gli spettacoli teatrali che si tengono all'interno dell'Auditorio. 

Nonostante oggi il complesso ospiti eventi musicali e culturali di varie tipologie (Libri Come), il progetto nacque per dar una nuova sede all'Accademia Nazionale Santa Cecilia- una delle più antiche istituzioni musicali al mondo- dato che la precedente: Il teatro Augusteo, fu rasato al suolo durante el biennio fascista. Ed così arriviamo alla terza sala, la più grande di Europa, con 2756 posti: 
La Sala Santa Cecilia, concepita principalmente per la musica sinfonica. 

Ogni dettaglio è importante all'interno dell'Auditorium. La genialità di Piano è proprio quella di non aver lasciato niente al caso. Le scale che portano ad ognuna delle sale sono un'allegoria del suo concetto di cultura: qualcosa di divino, che sta in algo, al di sopra della quotidianità. Ma a sua volta, si compenetra alla perfezione con lo spazio. 

Uno spazio, proprietà del comune, che prima non aveva un uso concreto: un po' parcheggio, un po' campo di giochi tra il quartiere Flaminio e il colle Parioli. Due realtà sociali molto diverse tra loro che si sono messe in contatto attraverso l'Auditorio. Il Parco della Musica rappresenta la unione dei contrasti dentro e fuori. Anche se non sembrerebbe la sede adatta, ospita oltre il Museo degli 

Dai resti ritrovati durante i lavori di sterro nell'area destinata all'auditorio 
venne alla luce che era già considerato nel VI secolo a.C un luogo sacro consacrato a una ninfa etrusca, Anna Perenna, che i romani venerebbero il 15 marzo, data del più 
antico capodanno romano, in onore alla quale si festeggiavano dei festini nei quali 
chi più bicchieri di vino beveva, più anni campava

Buona visita!