In Campidoglio con i dipendenti della Roma Multiservizi Spa




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19 Giugno, 
stava per iniziare la VI serata di Letterature con Dario Fo e loro fischiavano, gridavano sotto la colonna della lupoa da quelle parti, né tanto meno erano appena arrivati ma a me non era mai capitato di incontrarli in giro. Mi sono avvicinata, prima chiedendo di fare una foto alla scritta della maglietta: Roma Multiservizi Spa.
e subito dopo una penna: avevano troppe cose da dire e dovevano essere ascoltati. 

Erano i lavoratori della Multiservizi, una delle poche che nonostante la crisi continua a crescere da 20 anni chiudendo bilanci sempre in positivo, ma a causa di una normativa nazionale che obbliga a quotare in borsa le aziende per presentarsi ai concorsi pubblici di concessione di appalti, rischia di non essere più in grado di creare futuro. L’opposizione di Marino e dei suoi di non permettere alla Multiservizi  di andare sul mercato, la lascia fuori gara e la condanna a una svendita in piccoli pacchetti dove non sono inclusi, nella maggior parte dei casi, i dipendenti. 

Le proteste sono iniziate a fine maggio quando viene resa pubblica la scadenza dell’appalto che le permette di coprire vari servizi del comune di Roma: pulizie dei luoghi pubblici, sorveglianza, trasporto scolastico o assistenza alle mense. Tali funzioni verrebbero date a cooperative private che non garantirebbero  la totalità dei diritti dei lavoratori, mettendo a rischio il posto di lavoro di più di 3.000 persone. “Se ora l’appalto è di 52 milioni di euro, con circa 4000 lavoratori, e il CNS (Consorzio Nazionale Servizi ) prevede un budget totale di 48 milioni con meno della metà dei lavoratori (1800), più una spesa di 4 milioni di euro per la esternalizzazione dei trasporti, i conti non tornano”, spiega Domenico in Piazza Montecitorio, dove si sono dati appuntamento lunedì mattina per protestare. 

Una svendita alla quale la maggioranza del Consiglio Comunale mostrava ieri pomeriggio di non essere d’accordo. Un totale di 48 consiglieri, presenti solamente 36 dopo il secondo appello, che all’unanimità hanno votato a favore della mozione di revoca proposta da Alessando Onorato, capolista della lista indipendente di Alfio Machini. 

Sotto la statua di Giulio Cesare, nella sala che porta il nome dell’Imperatore e dove i lavoratori si sono rinchiusi la notte del 18 giugno per difendere i loro diritti, si produceva il miracolo: dopo aver fatto girato un documento nel quale i vari partiti politici mostravano il loro disaccordo con la frammentazione della Multiservizi, ma in un modo molto fumoso dove non erano chiari né le tempistiche né il destino dei lavoratori- Onorato è riuscito a introdurre la parola “revoca”, decisiva. Un documento firmato da tutte le coalizioni, tranne Marino e l’Assessore alle Politiche Educative e Scolastiche Alessandra Cattoi. Un primo passo per la conquista di una proroga che permetta alla Multiservizi di andare sul Mercato e di trovare una soluzione per i dipendenti a rischio.

Un'esperienza bellissima carica di emotività (difficile trattenere le lacrime di gioia insieme a loro) iniziata per caso che mi ha fatto conoscere persone delle straordinarie e mi ha portato, pensate un po', al Consiglio Comunale. 

Grazie a tutti di aver condiviso il vostro tempo 
e le vostre storie. E ancora un ringraziamento 
speciale a Simonetta, Onorato e Lelia.