In the Ghetto...


 


Piazza Mattei con la celebre Fontana delle Tartarughe, Via della Reginella piena di botteghe, gallerie d'arte e negozi, tra cui Il museo del Luovre (A breve nel blog), e l'Augusto Portico d'Ottavia sono tre bellissimi posti di un'atmosfera particolare, quasi magica, e tutti e tre si trovano nel Quartiere Ebraico di Roma, uno dei ghetti più antichi del mondo. Stradine strette e buie ma piene di colore si abbinano a piazze rumorose piene di luce. La enorme sinagoga che custodisce il quartiere sul lungotevere, la Stella di David e le scritte Kosher, Kosher ci fanno capire subito dove ci troviamo. 

La comunità ebraica di Roma è considerata la più antica, poiché se ne conosce l'esistenza sin dal tardo II secolo aC. La zona in cui furono confinati gli ebrei nel Cinquecento era conosciuta come 'ghetto', termine le cui origini risalgono al Ghetto di Venezia del XIV secoloPrima che venisse designato come parte della città riservata agli ebrei era una fonderia di ferro (dal veneziano geto). A Roma il quartiere ebraico comprendeva le poche strette vie situate fra piazza Giudea (non esiste più), i resti del Portico d'Ottavia (coperto dalle impalcature in questo momento) e la riva del Tevere presso l'Isola Tiberina.

Solo all'interno del ghetto agli ebrei era consentito professare la propria religione: un unico edificio dell'enclave ospitava cinque scuole (che fungevano anche da luogo di preghiera), una per ciascuna confessione ebraica a cui apparteneva la popolazione locale. Ciò perché era vietata la costruzione di più di una sinagoga. Le condizioni degli ebrei a Roma non erano peggiori di quanto fossero in altre città italiane ed europee, anzi al contrario.


Verso la fine della II Guerra Mondiale però la storia tornò ad esigere dal ghetto un pesantissimo tributo, durante l'occupazione di Roma da parte delle milizie naziste. Tra gli episodi più tragici di quei giorni si ricorda infatti il rastrellamento di 1022 esponenti della comunità ebraica, poi deportati ad Auschwitz, gran parte dei quali non fecero ritorno. Era il 16 ottobre 1943. Oggi molti membri della comunità vivono in altri quartieri di Roma, sebbene tutti considerino ancora il ghetto come un luogo comune di incontro in occasioni speciali e festività religiose. 

Ma il modo migliore di addentrarsi nella cultura ebraica è prendendo posto in uno dei tavolini dei ristoranti che si trovano lungo Via Portico d'Ottavia e degustare un buon piatto Kosher (adatto). Tra i più celebri: carciofi alla giudia, lo stracotto di manzo, la “concia” di zucchine, glialiciotti con l’indivia, i “pezzetti” fritti (una frittura mista, fatta con gli avanzi), le “paste povere” (pasta e ceci,pasta e patate, ecc.)
e le 
frittate.



Ricordate di non venire né il sabato, 
né la domenica altrimenti troverete tutti i negozi chiusi per il Shabbat. 

Buona visita! 




Enzo Condelli...CLICK per saperne di più.